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giovedì 8 maggio 2008

I Ministri del nuovo Governo

Ministri con portafoglio
Esteri: Franco Frattini; Interno: Roberto Maroni; Giustizia: Angelino Alfano; Economia: Giulio Tremonti; Difesa: Ignazio La Russa; Sviluppo economico: Claudio Scajola; Pubblica istruzione: Maria Stella Gelmini; Politiche agricole: Luca Zaia; Ambiente: Stefania Prestigiacomo; Infrastrutture: Altero Matteoli; Welfare: Maurizio Sacconi; Beni culturali: Sandro Bondi.

Ministri senza portafoglio

Riforme: Umberto Bossi; Semplificazione: Roberto Calderoli; Attuazione Programma: Gianfranco Rotondi; Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi; Pari Opportunità: Mara Carfagna; Affari regionali: Raffaele Fitto; Politiche giovanili: Giorgia Meloni; Rapporti con parlamento: Elio Vito; Innovazione: Renato Brunetta.

giovedì 17 aprile 2008

Pensa




Sto partendo per l’Irlanda e, benché abbia lavorato indefessamente per un paio di giorni, ho ancora quasi mille mail, alcune chilometriche, cui voglio dare risposta.

I voti che abbiamo ricevuto non arrivano a 120.000, ma sono tutti, nessuno escluso, voti di qualità, voti di chi davvero è consapevole di come la politica sia la conduzione della casa comune per il bene comune e non la mascalzonata che da decenni ci vediamo rifilata come grottesco e ben poco appetitoso surrogato.

E che siano voti di qualità lo vedo nelle innumerevoli mail che ricevo, nelle domande che fioccano su questo blog, negli articoli che scrivete. Se ognuno di noi 120.000 sarà così bravo da far conoscere il movimento, se consiglierà ad altri la frequentazione attiva di questo blog, se agirà pensando alle prossime sette generazioni come facevano i grandi capi pellerossa, ecco che non solo tutta la fatica fatta non sarà stata inutile, ma sarà stata un seme fecondo.

Che noi ci dobbiamo riprendere le chiavi di casa è un fatto indiscutibile. Che noi non abbiamo alcun diritto di derubare i nostri figli del loro denaro, della loro salute, della loro terra e del loro futuro.

Dal blog di Stefano Montanari.


Se credete in lui e in questo progetto, io ci credo fermamente, diamogli una mano a diffondere il suo blog e a farli conoscere per fare in modo che fra 5 anni, alle prossime elezioni, non sia tutto così facile per la casta.

Pensa...che puoi decidere tu.

venerdì 11 aprile 2008

Il non voto...

Salve a tutti, è arrivato il momento di votare, il mio parere è che la politica del "non voto" non paghi affatto.

Se pensate di votare il meno peggio, come dice Grillo sempre di peggio si tratta, allora forse meglio non votare, ma se qualcuno (chiunque esso sia) per voi è qualcosa di bello, che vi dà speranza, allora forse vale la pena votare (questo è il mio parere).

Vi riporto questa frase per farvi capire i rischi che corriamo:

"Se Berlusconi vince, assisteremo alla 'putinizzazione' dell'Italia", sostiene D'Arcais, "governerà cinque anni, cambierà la Costituzione, metterà la giustizia dalla sua parte, e dopo si trasformerà in presidente della Repubblica, si darà più poteri, avrà tutti i media a disposizione, i servizi segreti, la polizia, i carabinieri. Distruggerà la democrazia parlamentare per mettere su una democrazia presidenzialista".

Se ben ricordate Berlusconi aveva già espresso in passato la sua invidia per il modello americano, quindi il rischio riportato sopra, seppur remoto esiste.

Vi riporto ancora una volta l'attenzione su un piccolo partitino chiamato "Per il Bene Comune" il cui candidato premier è uno scenziato, Stefano Montanari (qui trovate il suo blog e qui il programma del partito) che ha tutta la mia stima.

Questo è quello che dice lui sul non voto:




mercoledì 9 aprile 2008

Per il Bene Comune...

Prendi in considerazione il tuo voto Per il Bene Comune



E' un partito con candidato premier Stefano Montanari, il ricercatore che tempo fa ha girato l'italia insieme a Beppe Grillo per spiegare quanto siano dannosi gli inceneritori e quanto facciano male le nanoparticelle.

Tempo fa, avrei tanto voluto vedere alle elezioni un partito con questo signore premier e finalmente questo sogno si è avverato ma solo dopo una lunga lotta con la casta che ha fatto il possibile per non farlo candidare.
Finalmente potrò votare una persona che stimo da cui mi sento rappresentato.

Riporto una sua intervista sulla storia di questo partito:
Dott. Montanari che progetto ha il suo partito?


Intanto bisogna capire come è nato PER IL BENE COMUNE. Da almeno un anno mi capitava di leggere documenti firmati dal senatore Fernando Rossi di cui ignoravo tutto. Ciò che Rossi scriveva a proposito dell’ambiente era intriso di buon senso e, per questo, mi capitava di pubblicare i suoi atti ufficiali su www.stefanomontanari.net che è il mio blog. Poi, un giorno, vengo a sapere che l’hanno buttato fuori dal suo partito (Comunisti Italiani) perché si era permesso di votare contro la continuazione della nostra guerra in Afghanistan, cosa, peraltro, che il suo partito aveva preteso a gran voce per poi effettuare un italico voltafaccia appena arrivato al governo. Qualche tempo dopo, leggo un altro atto ufficiale di Rossi, mi piace e gli scrivo, chiedendogli se vuole una mano. Da lì è cominciata la nostra amicizia e così è nato PER IL BENE COMUNE. Il programma definitivo sarà pubblicato entro pochissimi giorni, ma l’ambiente sta in testa a tutto perché, ed è una regola della Natura, se distruggi l’ambiente in cui vivi sei destinato ad estinguerti. Dunque, è questo il problema numero uno.

Non si apparenta con nessuno e che speranze avete?


Impossibile apparentarsi. Noi non abbiamo colorazioni paleo-politiche (comunisti, fascisti, liberali storici, democristiani… Tutta roba da dinosauri, ormai sepolta dalla storia), non abbiamo interessi economici o di potere, non siamo quelli che distribuiscono pensioni indebite o posti di lavoro in cui il lavoro non c’è ma c’è uno stipendio, salvaguardiamo l’ambiente senza compromessi, pretendiamo di vedere come sono spesi i nostri soldi… Insomma, chi troviamo che voglia stare con noi? Noi siamo dei rompiscatole! E, difatti, si è cercato in ogni modo di impedirci di partecipare alle elezioni senza esitare, per questo, a ricorrere ad un rosario incredibile d’illegalità, calpestando anche senza ritegno la costituzione oltre a tacitare tutti i mezzi d’informazione. Alla fine, ce l’abbiamo fatta noi, ma mi aspetto altri colpi mancini. Le speranze? Beh, in un paese normale non ci sarebbe bisogno di noi perché ciò che sosteniamo è naturalmente condiviso da tutti i partiti o quasi. In Italia il voto si dà per abitudine, per motivi di tifo o perché arriva qualcosa in cambio, magari piccolissimo, ma la speranza che arrivi c’è. Qui, noi siamo scoperti, perché siamo persone per bene e non ce la facciamo a fare porcherie. La speranza nostra è, naturalmente, quella di avere il consenso delle persone come noi e di riuscire ad arrivare in Parlamento per il bene di tutti. Per inciso, per dimostrare di non avere interessi di poltrona, Nando Rossi si candida per il Senato dove lo sbarramento è dell’8%, una quota per noi realisticamente irraggiungibile.

Che ne dice dell’appello che vari intellettuali ambientalisti, penso ad Andrea Masullo , Federico Valerio ed altri fanno per la Sinistra Arcobaleno?


L’Italia è un paese strano, un paese non di sportivi ma di tifosi e, quel che è un po’ peggio, di tifosi del calcio. E al tifoso del calcio non interessa se la sua squadra vince perché compra l’arbitro. L’importante è che vinca. Machiavelli? A me dà una leggera nausea, ma se vogliamo nobilitare a tutti costi… Comunque, venendo agli Arcobaleno, Bertinotti non sa nulla di ambiente, se si eccettua quello dei salotti parigini, né gl’importa qualcosa, e quanto alla vocazione democratica del suo partito, basta dare un’occhiata a come si è comportato quando si è tentato d’imbavagliarci: loro erano tutti monolitici in prima fila con una faccia di bronzo da far paura. Ma i più pericolosi, sempre restando in argomento ambiente, sono i Verdi. Se a Roma Pecoraro pigola per proteggere l’ambiente, in periferia i suoi fanno di tutto. Basta guardare a Bolzano, a Ferrara, in Toscana, in Puglia e in tantissime altre zone: lì sono proprio i politici locali verdi a sostenere a gran voce i progetti più aggressivi per l’ambiente, inceneritori in testa. Da notare che i Verdi sono molto appetibili per i vari devastatori dell’ambiente a scopo di lucro, potendo usare la loro casacca come garanzia presso i cittadini ignari, che sono la stragrande maggioranza, che le loro porcherie sono innocue. Anzi, magari fanno pure bene. Quanto a Valerio e a Masullo, temo che il loro schieramento politico li faccia agire da tifosi e non da scienziati. Noi di PER IL BENE COMUNE non facciamo sconti né eccezioni: se incenerire fa male, fa male e basta. Se uno è incoerente, è incoerente e basta.

Qualche notizia sulle candidature del suo movimento?


Stiamo allestendo la formazione. Io sono candidato premier e capolista in diverse regioni e per gli altri si deciderà a brevissimo. Si tratta, comunque, di persone provenienti dalle più varie filosofie politiche ma unite dalla comune onestà e impegnate a portare a riva questa nave senza nocchiero in gran tempesta, come avrebbe detto Dante. Aggiungo che siamo tutti dispiaciutissimi che non sia possibile esprimere preferenze come pretende la Costituzione.

In questa difficolta dei senza partito ritiene vincente il suo messaggio


Noi costituiamo l’unica possibilità di alternativa a un sistema di partiti rumorosamente divisi sulle bazzecole e uniti come la Banda Bassotti sui grandi temi. Dove c’è da mangiare a sbafo a spese nostre, e mi riferisco, tra l’altro ma non solo, a TAV, nucleare, rete d’inceneritori e quant’altro, i colori si annullano: tutti per uno, uno per tutti come i moschettieri. Io non so se il messaggio sarà vincente, però esiste e chi non se la sente di continuare a lasciare che una casta politica cristallizzata e rapinosa continui ad imperversare, oggi una possibilità ce l’ha. Chi vota per i vecchi, se l’è voluta. Chi non vota, proclama: “Fate di me ciò che volete.” Se non dovessimo ottenere consensi, significherà che tutti coloro che mi scrivono, mi telefonano o vengono nel mio laboratorio per chiedermi di andare nella loro città perché è la più inquinata d’Italia, perché da nessuna parte ci sono cancri come lì, perché i bambini sembrano degli ectoplasmi, perché non si respira per il fetore, avevano scherzato e di me non c’è alcun bisogno. Da un certo punto di vista, questo mi metterebbe l’anima in pace e potrei permettermi di lavorare come fanno tutti, senza preoccuparmi dei problemi altrui.

Come vi muoverete nei prossimi giorni?


Cercheremo di renderci visibili, di rendere noto che esistiamo. Radio, TV e giornali ci tengono accuratamente imbavagliati e questo ci mette in una certa difficoltà, perché andare alle elezioni assomiglia tristemente a vendere un prodotto qualunque e se non dici in TV che il tuo detersivo lava più bianco, nessuno se ne accorge. Al di là delle riunioni che faremo, contiamo sul tam tam della rete. Funzionerà? Se gl’Italiani non saranno pigri, sì. Altrimenti, sarà tutto come prima e sentiremo all’infinito le solite, stantie, irritanti lamentele da bar di chi dà le chiavi di casa ai ladri e poi piagnucola se trova la casa svaligiata.